Ci ha lasciati Italo Soncini

Si è spento Italo Soncini, classe 1920, uomo di mare, penna storica dello sport triestino e Socio dello Yacht Club Adriaco dal 1959.

Sabato 16 marzo, in occasione dell’Assemblea ordinaria del Club, verrà issata la bandiera a mezz’asta per ricordare Italo Soncini, colui che per varie generazioni di velisti ha narrato dalle colonne de Il Piccolo le piccole imprese del Golfo e le grandi vittorie sui mari del mondo.

Italo è stato un professionista che ha insegnato ad amare la vela a tanti estranei al movimento sportivo con la sua prosa ricca e immaginifica, che non celava mai il suo saper regatare veramente. Soncini fu soprattutto amico e profondo conoscitore di chi bazzicava tra i moli. E’ stato grazie a questa sua prerogativa che è riuscito sempre a coniugare risultato agonistico e aspetto umano – quasi personale – di chi quel successo conseguiva. Il suo modo di informarsi non aveva mai il tono dell\’intervista, quanto piuttosto della chiacchierata al bar, dove ognuno appariva più vero.

Laureatosi in legge con una tesi incentrata sul rapporto tra sport e diritto penale, fu per oltre 20 anni addetto stampa dell’Università di Trieste. A questo impegno affiancò quello di redattore, corrispondente e inviato di varie testate nazionali (La Stampa, Il Giorno, La Gazzetta dello Sport) e di molteplici riviste specializzate. Ha partecipato come giornalista a sei Olimpiadi: da Melbourne (1956) a Barcellona (1992), durante le quali seguì con particolare interesse le regate veliche.

La sua professionalità venne premiata con la medaglia di bronzo del giornalismo alle Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo, cui seguì la medaglia d’oro al merito sportivo e il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica.

Per 20 anni fu Presidente dell’USSI del Friuli Venezia Giulia e per altri 12 anni Presidente dell’Ordine Regionale dei giornalisti.

Il suo interesse per le vicende storiche e nautiche della Venezia Giulia lo portò a scrivere alcuni libri sulle mappe ottocentesche e gli approdi minori del Golfo di Trieste e della Dalmazia, sulla storia di Raymond Prag – lussignano che abbandona l’isola negli anni Quaranta per approdare negli Stati Uniti –, nonché sulle medaglie al valor militare dell’Associazione Volontari della Libertà.

«Con Italo Soncini scompare un Socio esemplare» ricorda il Presidente Nicolò de Manzini, «ci mancheranno la sua passeggiata sul molo Sartorio sempre con la cartella degli appunti in mano, il suo soffermarsi a scambiare due parole con i ragazzi pronti per l’allenamento e il raggiungere il suo “legno” Suavecito, che purtroppo come lui non fa più parte del “patrimonio” del nostro Club».